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fotografo Gabriele Grotto
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Il confine è ortogonale al transito- ibridazione 10

Gondo, Passo del Sempione - Confine di Stato
21 settembre 2014

Fatico da sempre a capire il confine e a comprendere un luogo che arresta il cammino come un segno che avvia il fuori luogo nel quale arrivo da UFO m’identifico ma non sono convinto…non voglio ma devo…e unicamente desidero andare più in là e seguire il mio piede dopo quell’altro perché per questo esiste una terra…per andare dov’è giusto che sia…per andare proprio dove non devi ma speri che il posto sia giusto che sia il luogo in cui stare rallentare sostare e magari più avanti lasciare perché da sempre fatico a capire il confine ed è allora che guardo una riga infinita che collega gli estremi una linea gestita che annega e sostiene lo sguardo di colui che non lega di coloro che pallidi se ne stanno beati in possesso dei banchi o dei branchi e che lasciano ai banchi di pesci contare la riga infinita e finita nell’acqua e quand’anche un segmento di linea riemerge per rimettersi in marcia c’è ancora un confine che incontra ed allora per questo fatico e fatico pur sempre a capire un confine…

Giovanni Morbin

 

Un progetto di Giovanni Morbin con Modou Gueye, Canedicoda, Dimenava Kouyate, Mouhamadou Ndiaye, Mor Ndiaye, Aliou Diop, Maabsa Gassama, Hassan Aftis, Cheik Thioune, Balla Nar Ndiaye, Mame Diba Diop, Dieynaba Kouyate, Aliou Ndiaye, Rufin Doh, Seydi Diougouna, Birane Gueye, Francesco Bertocco, Christophe Fellai, Alan Chies, Gabriele Grotto, Cyril Delachaux, Peter Schreuder, Patrizia Brusarosco, Simone Frangi, Giulio Verago, Sibylle Omlin, Federica Martini. Prodotto da Viafarini DOCVA e Mascherenere/Sunugal nell’ambito del progettoViavai – Contrabbandoculturale Svizzera-Lombardia in partenariato con ECAV – Ecole Cantonale d’Art du Valais (Sierre) e con il supporto di Pro Helvetia.

Il progetto dell’artista Giovanni Morbin si è sviluppato tra maggio e settembre 2014 e ha previsto, grazie alla collaborazione con l’attore Modou Gueye, il coinvolgimento della comunità artistica e teatrale milanese sensibile al tema dell’immigrazione / emigrazione, dell’integrazione sociale e della legittimazione dell’”immigrato” come soggetto politico, libero e influente. Gli abiti indossati durante la sfilata / performance sono stati progettati grazie a un workshop alla Fabbrica del Vapore, frutto della collaborazione con il fashion designer Giovanni Donadini (Canedicoda), autore dello sviluppo dei prototipi, realizzati con i tessuti messi a disposizione da Bonotto SpA. Ogni abito è confezionato traducendo la storia d’immigrazione dei performer stessi. 
La performance è consistita nella sfilata dei tredici performer di diversa provenienza nazionale e culturale, immigrati appartenenti alle comunità presenti sul territorio milanese, che hanno attraversato il confine Italia-Svizzera in prossimità della dogana di Gondo (passo del Sempione). Una passerella ideale, sconfinante silenziosamente tra Italia e Svizzera, in grado di dare la possibilità di passare la frontiera legalmente, legittimando ciò che normalmente non è permesso né tantomeno agevolato.

Simone Frangi